Si tenta un'ultima mediazione per persuadere il centrodestra a rivedere il testo del disegno di legge che definisce "antisemitismo" secondo l'Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) e la Dichiarazione di Gerusalemme. L'intento è di escludere le critiche legittime al governo israeliano dal novero dei comportamenti antisemiti.
Se anche questo tentativo fallisse, i deputati del Pd ricevono l'indicazione di opporsi al voto. Questo è quanto emerso dall'incontro del gruppo Pd alla Camera con la segretaria Elly Schlein. La segretaria ha descritto la discussione come "bella, lunga e articolata", esprimendo orgoglio per la giornata di confronto all'interno del partito democratico. Schlein ha chiarito il suo desiderio di fare "un ultimo appello a questa destra affinché collabori con noi nel modificare la definizione divisiva inserita in questa legge. E di approvare uno degli emendamenti unitari che abbiamo presentato insieme alle altre opposizioni per modificare tale definizione".
"Siamo disposti a sostenere questa legge - continua la segretaria - poiché il contrasto all'antisemitismo e a ogni forma di discriminazione è parte integrante del nostro DNA. Se la definizione non verrà cambiata, sarà evidente la strumentalizzazione di questa operazione da parte della destra e voteremo contro. Saranno loro a doversi assumere la responsabilità di dividere su un tema che dovrebbe invece unire tutte le forze parlamentari".
Tuttavia, la prospettiva di un voto contrario alla legge provoca dissenso tra i riformisti del Pd. "Invitiamo a riflettere", ha dichiarato Lorenzo Guerini. Per Piero Fassino, il dibattito è "inquinato" da due elementi: l'ostilità verso il governo Netanyahu, "che non può compromettere l'impegno contro l'antisemitismo", e la convinzione che "la legge implichi aspetti penali e sanzionatori inesistenti. Nessuno verrà perseguito per le idee espresse in base a questa legge".
Durante il passaggio al Senato, sia il Pd sia i riformisti come Graziano Delrio e Filippo Sensi si sono astenuti, ma si teme che alla Camera possano verificarsi defezioni. In ogni caso, la capogruppo Chiara Braga respinge l'idea di divisioni tra i deputati dem e, soprattutto, nega interpretazioni strumentali sul comportamento che i dem terranno in Aula: "Il nostro impegno nella lotta contro l'antisemitismo non è in discussione", sottolinea Braga: "Siamo uniti anche nel riconoscere la strumentalità dell'iniziativa della destra. La discussione di questa sera ci ha permesso di approfondire le ragioni dei diversi punti di vista espressi".
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