Alessandro Di Battista sceglie il programma di diMartedì per rivelare ciò che finora aveva tenuto per sé. Il malore che lo aveva colpito a fine agosto mentre si trovava a Cuba, l'operazione urgente all'Avana e il ritorno in Italia. Dietro quel periodo di silenzio si celava una diagnosi che l'ex deputato del Movimento 5 Stelle ha reso pubblica per la prima volta martedì sera: un tumore al cervello.
«Mi hanno trovato un tumore», ha raccontato a Giovanni Floris, spiegando che il malore era stato causato da un edema cerebrale. Il tumore, ha aggiunto, è stato in gran parte rimosso durante l'intervento chirurgico a Cuba. Ora inizia una nuova fase: quella delle cure che dovrà affrontare in Italia.
Così, quello che era stato annunciato come il ritorno televisivo di Di Battista dopo oltre un mese si è trasformato nel racconto pubblico di ciò che gli è accaduto.
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Di Battista si trovava a Cuba per realizzare alcuni reportage quando, il 28 agosto, ha avuto il malore che ha portato al ricovero.
Nelle settimane successive erano circolate informazioni sull'intervento chirurgico subito all'Avana e sul trasferimento in Italia, avvenuto il 12 settembre con un'aeroambulanza. Dopo il rientro era stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma e poi dimesso il 18 settembre. La natura della patologia, però, non era stata resa pubblica.
È stato lo stesso Di Battista a ricostruire martedì sera quel passaggio. L'edema cerebrale che aveva provocato il malore, ha spiegato, era legato alla presenza del tumore. L'intervento realizzato dai medici cubani ha consentito di asportarne una parte consistente; il percorso terapeutico, tuttavia, non è terminato e dovrà ora proseguire in Italia.
Nel parlarne in televisione, l'ex parlamentare non ha nascosto l'incertezza legata ai prossimi mesi. Ha spiegato che dovrà sottoporsi alle cure confidando nella loro efficacia, ma ha anche mostrato la volontà di tornare progressivamente alle attività che aveva interrotto.
Un'intenzione che aveva già anticipato nelle ore precedenti alla trasmissione: tornare a scrivere e a occuparsi delle battaglie che hanno caratterizzato la sua attività pubblica negli ultimi anni.
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Nel racconto di Di Battista, la malattia si intreccia inevitabilmente con Cuba.
Poche ore prima di entrare nello studio di Giovanni Floris aveva pubblicato una fotografia insieme ad alcuni dei medici dell'Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras dell'Avana che lo hanno assistito. «Mi hanno salvato la vita», aveva scritto, ringraziandoli per la professionalità e l'umanità ricevute durante il ricovero.
Il rapporto con l'isola assume per lui anche un significato politico. Di Battista era arrivato all'Avana proprio per realizzare alcuni reportage sulla situazione cubana e sulle conseguenze dell'embargo statunitense. Nei giorni precedenti al ritorno in televisione aveva descritto come «drammatica» la situazione incontrata nel Paese, riferendo delle difficoltà vissute anche dagli ospedali per la carenza di risorse. Le sue valutazioni sulle responsabilità degli Stati Uniti sono posizioni politiche espresse dallo stesso ex parlamentare.
Ma dopo quanto gli è accaduto il rapporto con Cuba è diventato inevitabilmente anche personale.
Già nel videomessaggio trasmesso da diMartedì il 22 settembre Di Battista aveva raccontato di sentirsi ogni giorno più forte. Aveva promesso che sarebbe tornato presto nello studio di Floris e aveva anticipato la volontà di parlare sia della propria esperienza sia di quello che aveva visto sull'isola.
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Il ritorno del 29 settembre segna dunque l'inizio di una fase diversa.
Di Battista dovrà continuare il percorso terapeutico dopo l'operazione, ma contemporaneamente ha manifestato l'intenzione di non abbandonare la propria attività pubblica. Alla vigilia della trasmissione lo aveva scritto chiaramente ai suoi lettori: sta meglio e vuole ricominciare a fare quello che faceva prima, scrivere e intervenire sulle questioni politiche e internazionali che segue da anni.
È anche per questo che la sua presenza a diMartedì ha avuto un significato diverso da quello di un normale ritorno televisivo.
La settimana precedente si era mostrato soltanto attraverso un breve video. Capelli cortissimi, ancora visibili i segni dell'operazione, aveva ringraziato per i messaggi ricevuti e promesso di tornare. «Ogni giorno mi sento meglio», aveva detto.
Sette giorni dopo si è seduto nuovamente nello studio di Giovanni Floris e ha spiegato cosa era successo davvero.
Il malore a Cuba, l'edema, l'intervento e, per la prima volta pubblicamente, la diagnosi di tumore.
Poi il futuro, che resta inevitabilmente legato alle cure.
Ma anche alla volontà, dichiarata dallo stesso Di Battista, di continuare a scrivere, raccontare e prendere posizione. Il ritorno davanti alle telecamere, questa volta, non è stato soltanto il ritorno alla vita pubblica. È stato il momento scelto per rendere pubblica una battaglia molto più personale.
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